Le elezioni europee del 12 e 13 giugno hanno visto in molti paesi il trionfo di movimenti riconducibili alla destra sociale popolare identitaria Europea con successi insperati e di portata davvero storica come
nel caso dell’Olanda dove il partito delle Libertà Olandese diventa il secondo partito della nazione con il 17% dei consensi
e dell’Ungheria dove un movimento chiamato Jobbik raggiunge il 15% dei consensi,
persino in Inghilterra un movimento osteggiato da tutti come il British National Party raggiunge il 7% dei consensi ed elegge due rappresentanti al parlamento europeo.
Le ragioni di questi successi vanno ricercati nel linguaggio usato durante la campagna elettorale da questi movimenti politici; parole semplici e dirette su problemi concreti che riguardano la nostra Europa : il settimo anno di crisi economica, l’aumento della disoccupazione, il problema sicurezza, l’immigrazione , la questione dell’ingresso della Turchia nell’Unione Europea.
In Italia invece le elezioni europee hanno visto per l’ennesima volta la destra sociale nazionale e popolare divisa in tre tronconi da un lato la Destra di Storace nel cartello dell’autonomia ,nel cosiddetto centro destra dei poveri, dall’altro lato la Fiamma e Forza Nuova che hanno tentato per l’ennesima volta la sfida elettorale solitaria.
I risultati in termine di consenso sono stati davvero scarsi
l’ Autonomia raggiunge il 2,3% nazionale,
la Fiamma Tricolore l’ 0,7%
Forza Nuova l’0,5%.
E’ doveroso porre fine a questa lotta intestina tra questi movimenti per la conquista di uno 0,3% in più, è doveroso dare una collocazione naturale a questi movimenti che non può che essere alla destra del popolo delle libertà con particolare precisione alla destra di quel che fu il movimento di Alleanza Nazionale.
Non ci è dato sapere quali sono le cosi grandi differenze che inducono la destra di Storace, la Fiamma tricolore di Romagnoli, Forza Nuova di Fiore a dividere e confondere una militanza che ancora crede e combatte per principi idee valori e propone soluzioni alle emergenze che investono la nazione italiana.
Per rispondere al calo dei consensi il primo passo che deve fare la destra italiana non è certo quello di allearsi con OGM della politica quali il Movimento per l’autonomia, l’alleanza di centro delle Libertà il partito pensionati che ieri erano alleati della destra di Storace, oggi invece guardano con interesse al progetto di un partito del sud guidato dagli ex comunisti Vendola e Bassolino, ma l’alleanza naturale con forze simili per idee valori e comportamenti, come dicevano i latini similia cum similibus.
Per rendere credibile la costituzione di un movimento politico posizionato alla destra di Alleanza Nazionale è quanto prima auspicabile e necessario lo scioglimento dei principali movimenti della destra italiana , con il logico confluire di diverse sensibilità al costituendo movimento. Dall’assise di questa “costituente di destra” la militanza indicherà per meriti, intransigenza morale, capacità politica il proprio segretario nazionale.
Nel costituendo movimento devono confluire non soltanto le differenze sensibilità della destra sociale nazionale ed identitaria ma anche circoli, associazioni, strutture e finanziamenti di cui beneficiano i soggetti fondatori del nuovo movimento e che costituiranno il patrimonio del nuovo soggetto politico.
Chi diserta questa chiamata di adesione alla nuova forza nazionale ne risponderà alla militanza italiana divisa ancora oggi nelle varie associazioni e movimenti.
9 nov 2009
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