La politica estera, come si dice anche del carattere delle persone, rende “antipatici” quando appunto se ne ha una. Ed èciò di cui si accusaoggi l’Italia, ritornata protagonista sulla scena internazionale
grazie agli accordi sottoscritti tra governo nazionale e alcuni paesidell’Europa dell’est, dell’Africa del Nord e del Medio-oriente, invisi a Washington in quanto rappresentanti un ostacolo alla realizzazione integrale dei suoi piani egemonici.
L’inedito asse strategico che sta caratterizzando la riconfigurazione degli assetti di forza nel Vecchio Continente, all’interno del quale l’Italia occupa un posto di rilievo, sta generando nervosismi oltre Atlantico, aggravati dagli scarsi risultati della strategia di guerra dellaNato in Afghanistane in Iraq.
Che questo “carattere”italiano stia incominciando ad infastidire gli antichi alleati Usa, ma anche quelli UE, nonè più un ministero per nessuno. Anzi, propriosu queste basi è necessario spiegarsi l’escalation dell’odio antiberlusconiano sia all’interno, dove impazza la protesta viola guidata
dall’exPm Di Pietro, già protagonista di un altrocolpo di manoeterodiretto da “manine” straniere (quellogiudiziariodella stagione 92-93con il quale fu spazzatavia la classe dirigente PCI-PSI), come all’esterno, dovela stampa mondialeha lanciato, da qualche tempo, l’allarme sulle posizioni
italiane, stigmatizzandoil pericolososbilanciamentodegli equilibri geostrategici in seguito alle decisioni del governo B. di avvicinarsi a paesi non propriamente affidabili (vedi la Russia di Putin- Medvedev, la Libia di Gheddafi o l’Algeriadi Bouteflika). Sono ormai molti mesi che gli Stati Uniti definiscono l’Italia un alleato difficile, se non proprio inaffidabile, per i suoi posizionamenti sul palcoscenico mondialeche si distanziano dalla linea di
condotta occidentale in settori cruciali come quello energetico e militare.
Ma non è tutto qui. L’Italia è anche responsabile di aperture “non autorizzate”verso Stati facenti parte dell’internazionale del terrore, come l’Iran, o lambenti la sfera grigia di un altro tipo di islamismo, quello panafricano, di cui fa partela Libia (sdoganata, qualche tempo fa, dagli stessi
americani allorché Gheddafi annunciò la rinuncia, da parte libica, a dotarsi di unsistema nucleare). Ma nemmeno entra nelle grazie occidentali il dialogo con personaggi allaLukashenko, Presidente della Bielorussia, recentemente incontratodal Presidente B. a Minsk, che gli statunitensi hanno
messo fuori giocoper essere un nemicodella democrazia e dei diritti umani, fattori indispensabili perentrare a far parte dellacomunità internazionale, cioè dell’ordine planetario a dominanza USA.
L’avvio della campagna di screditamento dell’immagine pubblica del nostro Premier ha avuto dapprima un approccio di tipo scandalistico, con la vicenda delle starlette e delle soubrette, in atteggiamenti lascivi, fotografatenella sua villa in Sardegna(anche qui stiamo parlando di azioni diffamatorie che non fanno parte della nostra tradizione essendo invecetipiche, guarda caso, dei
paesi anglosassoni), tuttavia anche un bambino può capireche si è trattato solo di una manovra diversiva prima di andare a toccare i veri nervi scoperti derivanti dell’atteggiamento italiano in politica estera.
Ora questi nodi stanno venendo al pettine, giorno dopo giorno, ma l’Italia non sembra voler retrocedere dalle decisioni già prese. Così dagli ammonimenti alle diffamazioni personali si è passati all’azione diretta attraverso la riproposizione in Italia di un copione ampiamente collaudato
in altri contesti sociali: quello dei moti colorati. Tutti quelli che si sono prestati a questa operazione di dubbia spontaneità, consapevolmente o meno, stanno contribuendo al piano statunitense indirizzato a destabilizzare l’Italia. Ma in questo caso “rendere instabile” significa soprattutto
portare il paese a rompere accordi che rappresentano un’assicurazione contro la grave crisi politica ed economica in attolasciandolo completamente in balia degli eventi. Nelle ultime settimane i protagonisti di questa svolta epocale hanno pubblicatouna serie di articoli sui quotidiani nazionali
per riaffermare le proprie ragioni. Dalla lettera congiunta di Frattini e del suo corrispettivo russo Serghei Lavrov, a quella del medesimoMinistro degli esteri del PDL con il suo omologoTurco, fino all’ultima nota sottoscritta da Scajola e Shmatko, sta emergendoquesta visione dell’Italia
orientata all’affermazione di un partenariato strategico con altre aree dell’Europa a cui vanno stretti i limiti del mondo unipolare. Il multipolarismo diviene allora la frontieranella quale si potranno meglio portare a convergenza interessi nazionali che non sono più perseguibili nell’ambito dei precedenti rapporti di forza,del tutto sbilanciati verso gli Usa.
Dietro questi atti di politica estera si sviluppano consonanze commerciali che porteranno grandi vantaggi economici all’Italia. Sulla scia dell’accordo nel settore degli idrocarburi tra Gazprom ed Eni, di cui il frutto più succoso è il gasdotto South Stream, si sono raggiunte collaborazioni anche nel comparto militare (contratto tra Finmeccanica e Sukhoi per il superjet 100 e quello tra Augusta Westland e Oboron Prom per la realizzazione di elicotteri), nel settore petrolchimico (Tecnimont- Tobolsk), nella divisione auto (produzione in Russia di veicoli commerciali e autovetture da parte di
Fiat-Chrysler) e in quello del trasporto aereo, con l’alleanza tra Alitalia Aeroflot. Ma con i russi è stato anche decisodi predisporre un corsia privilegiata di investimenti per le PMI italiane che tenteranno l’avventura in quel paese.
In tutti questi sviluppi cresce l’antipatia per l’Italia, ma i nostri scalmanati viola non se ne rendono conto e fanno il gioco di chi ci vorrebbe atterrire insieme alle nostre ritrovate aspirazioni di indipendenza nazionale. Il viola potrebbe presto divenire il colore dei lividi che l’America ci procurerà, anche quale conseguenza del lavoro “preparatorio” svolto da queste quinte colonne interne,manipolate e strumentalizzate contro il futuro della nazione
Giovanni Petrosillo
Fonte: http://ripensaremarx.splinder.com/
Link: http://ripensaremarx.splinder.com/post/21834054/VORREBBERO+FARCI+%22VIOLA%22+di+G.
16 nov 2009
Cosa e chi fa muovere i poteri collegati agli Usa contro la politica estera italiana?
Guzzanti, lo Hudson Institute, il South Stream e la politica italiana
Uno dei primi “anti-berlusconiani” a parlare apertamente dell’interesse Usa ad attaccare il Governo Italiano a causa della troppa libertà che si sta prendendo in materia di politica energetica, è stato Paolo Guzzanti (1) che ha messo in risalto come le campagne sui giornali e i media internazionali (anche quelle sulle veline, le “escort” e via dicendo), siano chiaramente pilotate e ispirate dalla posizione ufficiale dell’amministrazione statunitense. Guzzanti cita anche l’ambasciatore americano in Italia Spogli che dice testualmente: “Non siamo certo noi americani che vogliamo vendere energia all’Italia, ma vogliamo un’Italia che non dipenda dalla Russia come una colonia e non vogliamo che la Russia incassi una somma di denaro di dimensioni mostruose, che poi Mosca converte direttamente in armamenti militari”.
È quindi sempre più chiara la preoccupazione di Washington per gli accordi che l’Italia sta portando avanti con Stati e regioni del pianeta che non piacciono agli Usa, in quanto rappresentano un potenziale freno all’odierna egemonia mondiale americana.
Queste preoccupazioni le ritroviamo nel documento dal quale sia Guzzanti, sia la “sinistra” anti-Berlusconi, sia tutti gli oppositori dell’odierna politica estera dello Stato Italiano, prendono le proprie opinioni (riguardo al corridoio energetico South Stream), ovvero il saggio titolato “Security Aspects of the South Stream Project”, ad opera dello Hudson Institute (2). Bisogna dire almeno due parole su questo istituto: classico think-thank conservatore americano, con l’obiettivo statutario di diffondere il libero mercato ed il capitalismo (ossia l’egemonia americana) in tutto il mondo, è finanziato dalle più grosse corporation Usa, come Monsanto, McDonald’s, Microsoft ecc.. Come succede spesso (nel caso per esempio di Freedom House o Reporters sans Frontières (3)) un gruppo di intellettuali capitalisti e liberisti, caratterizzato politicamente, orgogliosamente schierato per l’esportazione di democrazia e globalizzazione, è preso come una fonte di opinione super partes, anche - come detto - dalla sedicente sinistra.
Comunque sia, in questo documento già dall’incipit si capisce il cuore del problema: “South Stream è un progetto congiunto della russa Gazprom e l’italiana Eni per sviluppare un gasdotto che trasporti energia all’Europa”. Secondo lo Hudson Institute questo è un progetto che colpisce quello concorrente e sponsorizzato (controllato) dagli Usa chiamato “Nabucco”, perciò è sommamente negativo. Gli interessi di dominio sull’energia eurasiatica degli Stati Uniti verrebbero messi in pericolo e quindi si “consiglia” ai succubi alleati europei di combatterlo. Fino ad arrivare a proporre l’integrazione della politica energetica europea nella Nato, come sappiamo ‘alleanza’ militare attraverso la quale gli Usa impongono il proprio dominio in Europa ed oltre. Rimandiamo chi volesse conoscere queste opinioni (ripetiamo, di parte) alla lettura del report in questione, ma è interessante notare come in questo ci sia un paragrafo dedicato ai rapporti Russia-Italia, in cui si cita con fastidio la vicinanza dei due Stati con particolare riguardo all’amicizia di Berlusconi e Putin ed addirittura si avanza, in maniera volutamente confusa, il collegamento della morte della spia “anti-Putin” Litvinenko con i negoziati fra il Presidente russo e Romano Prodi, che aveva per primo iniziato la collaborazione per il South Stream e che secondo Litvinenko era un uomo del KGB.
Stessa identica posizione, guarda caso, di Paolo Guzzanti, che della Commissione d’inchiesta sul Dossier Mitrokhin, nel quale si indagava sui rapporti del KGB, fu Presidente e che per questo motivo collaborava proprio con Litvinenko.
Tutto ciò ci fa porre l’attenzione anche su altre affermazioni di Guzzanti: dopo aver accusato Prodi e Berlusconi di essere “russi”, definisce la stessa Russia un regime “fasciocomunista”, probabilmente per evocare un opposto del liberal-capitalismo, in altre parole l’egemonia anglo-americana che tanto piace a Guzzanti; dopodichè si lancia in ricostruzioni storiche piuttosto discutibili, sulla Seconda guerra mondiale eccetera, fino a citare l’affare Moro ed affermare come in realtà non erano gli Usa a temere Moro, che anzi appoggiavano. Questo ci porta a riflettere su come gli Stati Uniti siano dal 1945 presenti nella politica italiana, non da ultimo grazie alla minaccia delle più di 100 (cento) basi militari sul nostro territorio, e su come abbiano coltivato intere classi politiche; infatti se già dagli anni 70 la “sinistra” era su posizioni filo-americane (pensiamo che addirittura il Partito Comunista accettò la NATO e si allontanò dalla Russia Sovietica, ossia dal campo geopolitico “orientale” verso la sottomissione agli USA), oggi troviamo quella stessa sinistra e quegli stessi ex-“comunisti” in posizioni anti-comuniste, liberiste, ma soprattutto dichiaratamente filo-americane (questo nel Partito Democratico, ma anche negli altri partitini di tutta la “sinistra”). Addirittura, l’abbandono del Partito Comunista Italiano per trasformarlo nel Partito Democratico della Sinistra (PDS), avvenne senza dolore, e ciò conferma che la metamorfosi dei dirigenti e di molti militanti andava avanti da molto tempo. Tutto ciò venne formalizzato dopo il periodo di “Mani pulite”, che al di là degli avvisi di garanzia-spettacolo che dovevano soddisfare la voglia di “nuovo” e di ‘forca’ che alberga nel popolino, consistette in una plateale aggressione Usa al nostro Paese, sia nella sua classe politica, sia nella sua struttura profonda economica-finanziaria ereditata nelle sue linee essenziali dal (ufficialmente, per motivi di ‘etichetta’) deprecato Ventennio, sia nella sua società, che di lì in poi doveva incamminarsi verso il modello del melting pot.
È bene ricordare che dopo il “crollo dell’Urss” l’Italia veniva a perdere importanza geopolitica, quindi una classe dirigente abituata a giocare coi piedi in due staffe (per ricavare un minimo di sovranità) venne fatta a pezzi, consentendo così, grazie alla connivenza dei nuovi politici (al cui confronto gli Andreotti e i Craxi paiono dei giganti), la privatizzazione di vasti settori di importanza vitale (che ancora procede perché non tutti, al di là della facciata, sono d’accordo). Non è un caso che intorno a quegli anni sia avvenuta prima la nascita del citato PDS e, subito dopo, la trasformazione dell’MSI (già tentata a suo tempo con la “Destra Nazionale”) in Alleanza Nazionale: il Movimento Sociale Italiano, il partito del camaleontico Gianfranco Fini, che si è distinto nella storia d’Italia per essere collegato spesso ai progetti dei servizi segreti italiani e quindi americani; non c’è da stupirsi quindi se oggi Fini e la “sinistra” si ritrovino dalla stessa parte, dal momento che è la parte sostenuta dai loro padroni di sempre ovvero gli USA.
Se gli Stati Uniti non vedono di buon occhio le manovre di politica estera del Governo italiano, considerandole pericolose per la loro egemonia (in declino), ecco subito attivarsi in Italia quelli che da sempre sono collegati ai poteri anglo-americani... Checché ne pensino costoro, bisogna invece sostenere senza indugi la collaborazione con Stati che marciano, nelle diverse parti del pianeta, verso il conseguimento della propria sovranità, per la costituzione di un multipolarismo da contrapporre all’unipolarismo globalizzatore statunitense; multipolarismo che, a dispetto delle costruzioni ideologiche come quelle dello Hudson Institute, è già in cammino, come i sempre migliori rapporti fra Venezuela, Iran, Russia, Cina stanno a dimostrare, e come ha sottolineato proprio il Presidente del Venezuela Chavez affermando in Russia: “Il futuro spetta a Venezuela, Siria, Bielorussia, Iran, Italia e Russia”, confermando con questo l’importanza che l’Italia può rivestire nel cambiamento degli equilibri in atto (4).
***
1) http://www.paologuzzanti.it/?p=1093
2) http://www.hudson.org/
3) http://www.cpeurasia.org/?read=29564
4) Degna d’interesse è la ‘passerella’ del presidente bolivariano al Festival del Cinema di Venezia, durante la quale ha rilasciato dichiarazioni di tenore opposto a quelle che, contemporaneamente, il nuovo ambasciatore americano Thorne dettava alla stampa ‘italiana’: http://www.cpeurasia.org/?read=33164 Quanto all’Italia va detto che il ‘banco di prova’ decisivo sarà il suo atteggiamento verso la questione del “nucleare iraniano”.
http://www.cpeurasia.org/?read=33335
Uno dei primi “anti-berlusconiani” a parlare apertamente dell’interesse Usa ad attaccare il Governo Italiano a causa della troppa libertà che si sta prendendo in materia di politica energetica, è stato Paolo Guzzanti (1) che ha messo in risalto come le campagne sui giornali e i media internazionali (anche quelle sulle veline, le “escort” e via dicendo), siano chiaramente pilotate e ispirate dalla posizione ufficiale dell’amministrazione statunitense. Guzzanti cita anche l’ambasciatore americano in Italia Spogli che dice testualmente: “Non siamo certo noi americani che vogliamo vendere energia all’Italia, ma vogliamo un’Italia che non dipenda dalla Russia come una colonia e non vogliamo che la Russia incassi una somma di denaro di dimensioni mostruose, che poi Mosca converte direttamente in armamenti militari”.
È quindi sempre più chiara la preoccupazione di Washington per gli accordi che l’Italia sta portando avanti con Stati e regioni del pianeta che non piacciono agli Usa, in quanto rappresentano un potenziale freno all’odierna egemonia mondiale americana.
Queste preoccupazioni le ritroviamo nel documento dal quale sia Guzzanti, sia la “sinistra” anti-Berlusconi, sia tutti gli oppositori dell’odierna politica estera dello Stato Italiano, prendono le proprie opinioni (riguardo al corridoio energetico South Stream), ovvero il saggio titolato “Security Aspects of the South Stream Project”, ad opera dello Hudson Institute (2). Bisogna dire almeno due parole su questo istituto: classico think-thank conservatore americano, con l’obiettivo statutario di diffondere il libero mercato ed il capitalismo (ossia l’egemonia americana) in tutto il mondo, è finanziato dalle più grosse corporation Usa, come Monsanto, McDonald’s, Microsoft ecc.. Come succede spesso (nel caso per esempio di Freedom House o Reporters sans Frontières (3)) un gruppo di intellettuali capitalisti e liberisti, caratterizzato politicamente, orgogliosamente schierato per l’esportazione di democrazia e globalizzazione, è preso come una fonte di opinione super partes, anche - come detto - dalla sedicente sinistra.
Comunque sia, in questo documento già dall’incipit si capisce il cuore del problema: “South Stream è un progetto congiunto della russa Gazprom e l’italiana Eni per sviluppare un gasdotto che trasporti energia all’Europa”. Secondo lo Hudson Institute questo è un progetto che colpisce quello concorrente e sponsorizzato (controllato) dagli Usa chiamato “Nabucco”, perciò è sommamente negativo. Gli interessi di dominio sull’energia eurasiatica degli Stati Uniti verrebbero messi in pericolo e quindi si “consiglia” ai succubi alleati europei di combatterlo. Fino ad arrivare a proporre l’integrazione della politica energetica europea nella Nato, come sappiamo ‘alleanza’ militare attraverso la quale gli Usa impongono il proprio dominio in Europa ed oltre. Rimandiamo chi volesse conoscere queste opinioni (ripetiamo, di parte) alla lettura del report in questione, ma è interessante notare come in questo ci sia un paragrafo dedicato ai rapporti Russia-Italia, in cui si cita con fastidio la vicinanza dei due Stati con particolare riguardo all’amicizia di Berlusconi e Putin ed addirittura si avanza, in maniera volutamente confusa, il collegamento della morte della spia “anti-Putin” Litvinenko con i negoziati fra il Presidente russo e Romano Prodi, che aveva per primo iniziato la collaborazione per il South Stream e che secondo Litvinenko era un uomo del KGB.
Stessa identica posizione, guarda caso, di Paolo Guzzanti, che della Commissione d’inchiesta sul Dossier Mitrokhin, nel quale si indagava sui rapporti del KGB, fu Presidente e che per questo motivo collaborava proprio con Litvinenko.
Tutto ciò ci fa porre l’attenzione anche su altre affermazioni di Guzzanti: dopo aver accusato Prodi e Berlusconi di essere “russi”, definisce la stessa Russia un regime “fasciocomunista”, probabilmente per evocare un opposto del liberal-capitalismo, in altre parole l’egemonia anglo-americana che tanto piace a Guzzanti; dopodichè si lancia in ricostruzioni storiche piuttosto discutibili, sulla Seconda guerra mondiale eccetera, fino a citare l’affare Moro ed affermare come in realtà non erano gli Usa a temere Moro, che anzi appoggiavano. Questo ci porta a riflettere su come gli Stati Uniti siano dal 1945 presenti nella politica italiana, non da ultimo grazie alla minaccia delle più di 100 (cento) basi militari sul nostro territorio, e su come abbiano coltivato intere classi politiche; infatti se già dagli anni 70 la “sinistra” era su posizioni filo-americane (pensiamo che addirittura il Partito Comunista accettò la NATO e si allontanò dalla Russia Sovietica, ossia dal campo geopolitico “orientale” verso la sottomissione agli USA), oggi troviamo quella stessa sinistra e quegli stessi ex-“comunisti” in posizioni anti-comuniste, liberiste, ma soprattutto dichiaratamente filo-americane (questo nel Partito Democratico, ma anche negli altri partitini di tutta la “sinistra”). Addirittura, l’abbandono del Partito Comunista Italiano per trasformarlo nel Partito Democratico della Sinistra (PDS), avvenne senza dolore, e ciò conferma che la metamorfosi dei dirigenti e di molti militanti andava avanti da molto tempo. Tutto ciò venne formalizzato dopo il periodo di “Mani pulite”, che al di là degli avvisi di garanzia-spettacolo che dovevano soddisfare la voglia di “nuovo” e di ‘forca’ che alberga nel popolino, consistette in una plateale aggressione Usa al nostro Paese, sia nella sua classe politica, sia nella sua struttura profonda economica-finanziaria ereditata nelle sue linee essenziali dal (ufficialmente, per motivi di ‘etichetta’) deprecato Ventennio, sia nella sua società, che di lì in poi doveva incamminarsi verso il modello del melting pot.
È bene ricordare che dopo il “crollo dell’Urss” l’Italia veniva a perdere importanza geopolitica, quindi una classe dirigente abituata a giocare coi piedi in due staffe (per ricavare un minimo di sovranità) venne fatta a pezzi, consentendo così, grazie alla connivenza dei nuovi politici (al cui confronto gli Andreotti e i Craxi paiono dei giganti), la privatizzazione di vasti settori di importanza vitale (che ancora procede perché non tutti, al di là della facciata, sono d’accordo). Non è un caso che intorno a quegli anni sia avvenuta prima la nascita del citato PDS e, subito dopo, la trasformazione dell’MSI (già tentata a suo tempo con la “Destra Nazionale”) in Alleanza Nazionale: il Movimento Sociale Italiano, il partito del camaleontico Gianfranco Fini, che si è distinto nella storia d’Italia per essere collegato spesso ai progetti dei servizi segreti italiani e quindi americani; non c’è da stupirsi quindi se oggi Fini e la “sinistra” si ritrovino dalla stessa parte, dal momento che è la parte sostenuta dai loro padroni di sempre ovvero gli USA.
Se gli Stati Uniti non vedono di buon occhio le manovre di politica estera del Governo italiano, considerandole pericolose per la loro egemonia (in declino), ecco subito attivarsi in Italia quelli che da sempre sono collegati ai poteri anglo-americani... Checché ne pensino costoro, bisogna invece sostenere senza indugi la collaborazione con Stati che marciano, nelle diverse parti del pianeta, verso il conseguimento della propria sovranità, per la costituzione di un multipolarismo da contrapporre all’unipolarismo globalizzatore statunitense; multipolarismo che, a dispetto delle costruzioni ideologiche come quelle dello Hudson Institute, è già in cammino, come i sempre migliori rapporti fra Venezuela, Iran, Russia, Cina stanno a dimostrare, e come ha sottolineato proprio il Presidente del Venezuela Chavez affermando in Russia: “Il futuro spetta a Venezuela, Siria, Bielorussia, Iran, Italia e Russia”, confermando con questo l’importanza che l’Italia può rivestire nel cambiamento degli equilibri in atto (4).
***
1) http://www.paologuzzanti.it/?p=1093
2) http://www.hudson.org/
3) http://www.cpeurasia.org/?read=29564
4) Degna d’interesse è la ‘passerella’ del presidente bolivariano al Festival del Cinema di Venezia, durante la quale ha rilasciato dichiarazioni di tenore opposto a quelle che, contemporaneamente, il nuovo ambasciatore americano Thorne dettava alla stampa ‘italiana’: http://www.cpeurasia.org/?read=33164 Quanto all’Italia va detto che il ‘banco di prova’ decisivo sarà il suo atteggiamento verso la questione del “nucleare iraniano”.
http://www.cpeurasia.org/?read=33335
DDT - R.S.I.
In riva al lago quartier generale
Sangue, onore e ordine nuovo
Camerati disperati
Hanno difeso la nostra idea!
Pagine di storia, momenti di gloria
Antiche tradizioni, giovani illusioni
Speranze schiacciate sul confine orientale
Dai freddi cingoli dell'eresia materiale!
Valico di frontiera, giorni dell'odio
Il nostro condottiero ha trovato la morte
Ucciso dal piombo dell'usura
Mano rossa, mente inglese!
Festeggiate gente la guerra è finita
Hanno vinto i liberatori
Hanno bombardato le nostre città
Con l'aiuto della radioattività!
Cinquant'anni ormai sono passati
I ricordi sono sbiaditi!
Vecchio partigiano non potrai cancellare
Seicento giorni di Repubblica Sociale!
Cinquant'anni ormai sono passati
I ricordi sono sbiaditi!
Vecchio partigiano non potrai cancellare
Seicento giorni di Repubblica Sociale!
Sangue, onore e ordine nuovo
Camerati disperati
Hanno difeso la nostra idea!
Pagine di storia, momenti di gloria
Antiche tradizioni, giovani illusioni
Speranze schiacciate sul confine orientale
Dai freddi cingoli dell'eresia materiale!
Valico di frontiera, giorni dell'odio
Il nostro condottiero ha trovato la morte
Ucciso dal piombo dell'usura
Mano rossa, mente inglese!
Festeggiate gente la guerra è finita
Hanno vinto i liberatori
Hanno bombardato le nostre città
Con l'aiuto della radioattività!
Cinquant'anni ormai sono passati
I ricordi sono sbiaditi!
Vecchio partigiano non potrai cancellare
Seicento giorni di Repubblica Sociale!
Cinquant'anni ormai sono passati
I ricordi sono sbiaditi!
Vecchio partigiano non potrai cancellare
Seicento giorni di Repubblica Sociale!
12 nov 2009
Ma il Muro è cosa loro...

Martedì 10 Novembre 2009 12:50
Antifaschistischer Schutzwall. Muro di protezione antifascista. Così, nell’agosto del 1961, i burocrati stalinisti della DDR chiamavano la barriera di filo spinato – ben presto sostituita da fortificazioni in cemento armato – destinata a separare la Berlino occupata (sì, occupata…) dalle truppe occidentali da quella conquistata dai sovietici. L’antifascismo: era questa la motivazione ufficiale. Eppure nelle ipocrite rievocazioni del ventennale della caduta nessuno ne ha fatto menzione. C’è poco da fare, viviamo in un’epoca meschina: sono sempre i massacratori di ieri a spiegarti, oggi, quanto fossero brutti quei massacri, dicendoti che magari è pure colpa tua. Aguzzini che si riciclano moralisti: così, senza vergogna.
Perché parliamoci chiaro: il Muro di Berlino era cosa loro. Non lo dicono, creano cortine fumogene parlando a casaccio di “libertà” e “democrazia”. Tanto chi se ne frega, metà degli spettatori della farsa non sanno nemmeno chi l’ha tirato su, questo maledetto Muro. E certo i media stanno bene attenti a non pronunciare quella parola (“antifascismo”) che suona come il loro peccato originale, la loro eterna colpa. E allora diciamolo noi: il Muro di Berlino era antifascista. Per volontà di chi l’ha costruito e per significato storico. E antifasciste erano le guardie che pattugliavano entrambi i lati della infame barriera, divise da un gioco delle parti attuato sulla pelle dell’Europa, ma unite nel sottomettere quest’ultima.
Adriano Romualdi, non a caso, lo definiva l’unico, vero monumento alla vittoria alleata durante la seconda guerra mondiale. E invitava la gioventù europea a concentrare i suoi sforzi rivoluzionari verso il suo abbattimento anziché verso cause più esotiche e più infantilmente romantiche. Aveva come al solito ragione lui. Il Muro di Berlino è stato in effetti per anni il monumento più rappresentativo d’Europa. Rappresentativo di un continente spossessato del duo destino e del suo ruolo, dello stupro dei suoi popoli, del regno del crimine organizzato instauratosi sulle macerie fumanti di una civiltà. Se i costruttori di storia e gli eroi fondatori sono tali nel momento in cui tracciano confini, dando in questo modo ordine al caos, chi erge muri come quello che per anni ha deturpato il corpo e lo spirito di Berlino compie esattamente l’operazione inversa. E’ alfiere del caos contro il cosmos. Tesse la trama della devastazione, non dell’ordinamento. Umilia un popolo, anziché “metterlo in forma”.
I confini – per carità: sempre porosi e mobili, sempre dinamici ed eternamente da riconfermare – appartengono alla vitalità della storia e alla dialettica dei popoli. I muri, invece, sono roba loro. Appartengono alla loro concezione del mondo. I muri ce li hanno nell’anima, loro. Come il muro di Padova, costruito da un’amministrazione di centrosinistra in una periferia degradata per tentare di tamponare le falle di un sistema che loro stessi hanno costruito, foraggiato, alimentato, giustificato. Come la “barriera di separazione” costruita da Israele in Cisgiordania, 700 km di infamia rispetto al quale i “buoni” che oggi festeggiano hanno speso tante parole e zero fatti. Come il Muro di Gorizia costruito nel 1947 e collocato lungo la frontiera italo-jugoslava all’interno della città per separare l'abitato goriziano rimasto italiano dai quartieri annessi alla Jugoslavia.
Ma tutto ciò è molto meno cool di una comparsata berlinese per cianciare a sproposito di libertà. Sono vecchi, grigi, scassati come Trabant, eppure si riciclano come alfieri della libertà. La loro viltà è il cemento con cui sono stati impastati tutti i muri della storia. Sono antifascisti: il muro è cosa loro.
Adriano Scianca - Responsabile Cultura CPI
RABBINO DELLA CISGIORDANIA: GLI EBREI POSSONO UCCIDERE I NON EBREI CHE MINACCIANO ISRAELE
Haaretz, 9 Novembre 2009[1]
Solo poche settimane dopo l’arresto del presunto terrorista ebreo, Yaakov Teitel, un rabbino della Cisgiordania ha pubblicato lunedì un libro che dà agli ebrei il permesso di uccidere i non ebrei che minacciano Israele.
Il rabbino Yitzhak Shapiro, che dirige la Yeshiva[2] Od Yosef Chai della colonia di Yitzhar, ha scritto nel suo libro “The King’s Torah” [La Torah del Re] che possono essere uccisi anche i neonati e i bambini, se costituiscono una minaccia per la nazione.
Shapiro basa la maggior parte dei propri insegnamenti su dei passaggi citati dalla Bibbia, a cui aggiunge le proprie opinioni e convinzioni. “E’ permesso uccidere i Giusti tra le Nazioni[3] anche se essi non sono responsabili della situazione di minaccia”, ha scritto, aggiungendo: “Se noi uccidiamo un non ebreo che ha peccato o che ha violato uno dei sette comandamenti[4] – perché teniamo ai comandamenti – non c’è niente di sbagliato nell’omicidio”.
Diversi importanti rabbini, inclusi il rabbino Yithak Ginzburg e il rabbino Yaacov Yosef, hanno raccomandato il libro ai propri studenti e ai propri seguaci.
COMMENTO DI MICHAEL HOFFMAN[5]
I sionisti odiano la Bibbia (Sola Scriptura) quando non è interpolata dalle tradizioni dei loro “saggi”. Essi incolpano la Bibbia in base a quello che viene insegnato dal Talmud Babilonese. E’ il caso di questo servizio su un ulteriore rabbino che fornisce la giustificazione teologica per lo sterminio dei civili non ebrei, come quello che abbiamo visto attuato a Gaza dal Dicembre del 2008 al Gennaio del 2009.
COMMENTO DI ANDREA CARANCINI
Quando il rabbino Shapiro dice che è permesso uccidere un non ebreo “che ha violato uno dei sette comandamenti” (noachidi) intende dire, a quanto pare, che se un non ebreo viola il divieto di “idolatria” (primo dei “sette comandamenti") è, almeno in teoria, reo di morte anche se fosse un “Giusto tra le Nazioni”: anche se avesse salvato la vita a centinaia di ebrei, come nel caso di Oskar Schindler[6]. Per Shapiro, infatti, professare la religione cristiana è il classico caso di idolatria. Un’opinione isolata? Non proprio. Se infatti digitiamo il sito http://www.sodalitium.it/ , e scarichiamo il numero 54 della rivista omonima, troviamo il seguente, interessante, articolo: “PARLARE CHIARO PER CAPIRSI MEGLIO”. In esso, apprendiamo ad esempio che nel Dizionario di usi e leggende ebraiche pubblicato a suo tempo da Laterza[7] si può leggere che: “se i gentili trasgrediscono queste leggi [noachidi] potrebbero in teoria essere puniti con la pena di morte”; che “la deificazione di Gesù viene considerata dagli ebrei come idolatria”; e che “Maimonide affermava esplicitamente che la divinizzazione di Gesù era idolatria”. Del resto, lo stesso rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni conviene, come riferito nello stesso articolo, che “se si dovesse applicare alla lettera il sistema delle leggi Noachidi, si dovrebbe fare di tutto perché i Noachidi le osservino, anche per ciò che riguarda il divieto dei culti estranei”. Ma chi è oggi che osserva, tra i non ebrei, queste leggi? La risposta la troviamo nel Book of Constitutions dei massoni: “A Mason is obliged by his tenure to observe the moral law as a true Noachites” [Un massone è obbligato dal suo ruolo a osservare la legge morale come un vero noachide].[8] Ecco chi finisce per corrispondere all’identikit rabbinico del “gentile” che non è reo di morte: il massone!
[1] http://www.haaretz.com/hasen/spages/1126890.html
[2] Scuola religiosa dell’ebraismo ortodosso: http://it.wikipedia.org/wiki/Yeshiva
[3] I “Giusti tra le Nazioni” sono “i non ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare la vita anche di un solo ebreo”: http://it.wikipedia.org/wiki/Giusti_tra_le_nazioni
[4] Si riferisce ai sette comandamenti della “legge Noachide”, che – è bene precisarlo, non si trova nella Bibbia ma che, secondo i rabbini, venne assegnata ai discendenti non ebrei di Noé.
[5] http://revisionistreview.blogspot.com/2009/11/israeli-rabbi-jews-can-kill-gentiles.html
[6] http://www.mursia.com/rassegna%20stampa/simeone_etica%20declino.pdf
[7] http://www.ibs.it/code/9788842045113/unterman-alan/dizionario-usi-leggende.html
[8] http://www.glbet-el.org/masonictexte/Book%20of%20Constitution.pdf
Solo poche settimane dopo l’arresto del presunto terrorista ebreo, Yaakov Teitel, un rabbino della Cisgiordania ha pubblicato lunedì un libro che dà agli ebrei il permesso di uccidere i non ebrei che minacciano Israele.
Il rabbino Yitzhak Shapiro, che dirige la Yeshiva[2] Od Yosef Chai della colonia di Yitzhar, ha scritto nel suo libro “The King’s Torah” [La Torah del Re] che possono essere uccisi anche i neonati e i bambini, se costituiscono una minaccia per la nazione.
Shapiro basa la maggior parte dei propri insegnamenti su dei passaggi citati dalla Bibbia, a cui aggiunge le proprie opinioni e convinzioni. “E’ permesso uccidere i Giusti tra le Nazioni[3] anche se essi non sono responsabili della situazione di minaccia”, ha scritto, aggiungendo: “Se noi uccidiamo un non ebreo che ha peccato o che ha violato uno dei sette comandamenti[4] – perché teniamo ai comandamenti – non c’è niente di sbagliato nell’omicidio”.
Diversi importanti rabbini, inclusi il rabbino Yithak Ginzburg e il rabbino Yaacov Yosef, hanno raccomandato il libro ai propri studenti e ai propri seguaci.
COMMENTO DI MICHAEL HOFFMAN[5]
I sionisti odiano la Bibbia (Sola Scriptura) quando non è interpolata dalle tradizioni dei loro “saggi”. Essi incolpano la Bibbia in base a quello che viene insegnato dal Talmud Babilonese. E’ il caso di questo servizio su un ulteriore rabbino che fornisce la giustificazione teologica per lo sterminio dei civili non ebrei, come quello che abbiamo visto attuato a Gaza dal Dicembre del 2008 al Gennaio del 2009.
COMMENTO DI ANDREA CARANCINI
Quando il rabbino Shapiro dice che è permesso uccidere un non ebreo “che ha violato uno dei sette comandamenti” (noachidi) intende dire, a quanto pare, che se un non ebreo viola il divieto di “idolatria” (primo dei “sette comandamenti") è, almeno in teoria, reo di morte anche se fosse un “Giusto tra le Nazioni”: anche se avesse salvato la vita a centinaia di ebrei, come nel caso di Oskar Schindler[6]. Per Shapiro, infatti, professare la religione cristiana è il classico caso di idolatria. Un’opinione isolata? Non proprio. Se infatti digitiamo il sito http://www.sodalitium.it/ , e scarichiamo il numero 54 della rivista omonima, troviamo il seguente, interessante, articolo: “PARLARE CHIARO PER CAPIRSI MEGLIO”. In esso, apprendiamo ad esempio che nel Dizionario di usi e leggende ebraiche pubblicato a suo tempo da Laterza[7] si può leggere che: “se i gentili trasgrediscono queste leggi [noachidi] potrebbero in teoria essere puniti con la pena di morte”; che “la deificazione di Gesù viene considerata dagli ebrei come idolatria”; e che “Maimonide affermava esplicitamente che la divinizzazione di Gesù era idolatria”. Del resto, lo stesso rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni conviene, come riferito nello stesso articolo, che “se si dovesse applicare alla lettera il sistema delle leggi Noachidi, si dovrebbe fare di tutto perché i Noachidi le osservino, anche per ciò che riguarda il divieto dei culti estranei”. Ma chi è oggi che osserva, tra i non ebrei, queste leggi? La risposta la troviamo nel Book of Constitutions dei massoni: “A Mason is obliged by his tenure to observe the moral law as a true Noachites” [Un massone è obbligato dal suo ruolo a osservare la legge morale come un vero noachide].[8] Ecco chi finisce per corrispondere all’identikit rabbinico del “gentile” che non è reo di morte: il massone!
[1] http://www.haaretz.com/hasen/spages/1126890.html
[2] Scuola religiosa dell’ebraismo ortodosso: http://it.wikipedia.org/wiki/Yeshiva
[3] I “Giusti tra le Nazioni” sono “i non ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare la vita anche di un solo ebreo”: http://it.wikipedia.org/wiki/Giusti_tra_le_nazioni
[4] Si riferisce ai sette comandamenti della “legge Noachide”, che – è bene precisarlo, non si trova nella Bibbia ma che, secondo i rabbini, venne assegnata ai discendenti non ebrei di Noé.
[5] http://revisionistreview.blogspot.com/2009/11/israeli-rabbi-jews-can-kill-gentiles.html
[6] http://www.mursia.com/rassegna%20stampa/simeone_etica%20declino.pdf
[7] http://www.ibs.it/code/9788842045113/unterman-alan/dizionario-usi-leggende.html
[8] http://www.glbet-el.org/masonictexte/Book%20of%20Constitution.pdf
Giorgio Pisanò ci aveva azzeccato fin dal 1994... leggete un po'!
Riconosciamo a chiunque il diritto di modificare le proprie opinioni e trarne le debite conseguenze. Quello che non riconosciamo a nessuno è il diritto di imbrogliare il prossimo e di sfruttarne spudoratamente e cinicamente gli entusiasmi, la fiducia, le speranze, per farne lo strumento di trasformismi finalizzati alla conquista di posizioni di potere. Solo i cretini e i complici in malafede possono ancora oggi sostenere che i comportamenti e gli atteggiamenti politici di Fini, quello che dice a proposito e a sproposito di Mussolini e del Fascismo, siano le manifestazioni di un’astutissima operazione tattica, tendente a portare il Fascismo e i fascisti nell’area di governo. Fini e compagni non hanno mai pensato di portare i fascisti al potere. Hanno pensato, e ci sono riusciti, di imbrogliare e sfruttare i fascisti per arrivare loro al potere. E adesso mirano all’ultima fase dell’operazione: quella dell’annullamento del MSI nel calderone liberaldemocratico del centrodestra.........dobbiamo impedire che un pugno di bastardi che abbiamo stupidamente allevato possa svendere noi e il grandioso patrimonio morale, politico e sociale di cui siamo i portatori.”
10 nov 2009
RADICI SATANISTE DEL MARXISMO
Qualche tempo fà in Vaticano sono stati beatificati 498 martiri della feroce persecuzione religiosa esplosa in Spagna dopo il 1931 e specialmente fra il 1934 e il 1936. Una cerimonia di massa di tali proporzioni non avuto precedenti. Aveva cominciato Giovanni Paolo II beatificando nel 1987 tre suore carmelitane che erano state crudelmente massacrate per le strade di Madrid. Poi papa Wojtyla celebrò altre undici cerimonie di beatificazione per un totale di 465 martiri spagnoli. Domenica prossima saranno dichiarati beati 2 vescovi, 24 preti, 462 religiosi e religiose, 2 diaconi, 1 seminarista e 7 laici, tutti vittime di quella persecuzione.E'stata l'occasione per conoscere una delle più sanguinarie tempeste anticristiane scatenate nell'Europa del nostro tempo ad opera dei rivoluzionari repubblicani (una miscela di comunismo, socialismo, anarchia e laicismo). «Mai nella storia d'Europa e forse in quella del mondo» ha scritto Hugh Thomas «si era visto un odio così accanito per la religione e per i suoi uomini». Chiese e conventi (con una quantità di opere d'arte) furono incendiati e distrutti. In pochi mesi furono ammazzati 13 vescovi, 4.184 sacerdoti e seminaristi, 2.365 religiosi, 283 suore e un numero incalcolabile di semplici cristiani la cui unica colpa era portare un crocifisso al collo o avere un rosario in tasca o essersi recati alla messa o aver nascosto un prete o essere madre di un sacerdote come capitò a una donna che per questo fu soffocata con un crocifisso ficcato nella gola.
Molti vescovi o sacerdoti sarebbero potuti fuggire, ma restarono al loro posto, pur sapendo cosa li aspettava, per non abbandonare la loro gente. Non colpisce solo l'accanimento con cui si infierì sulle vittime, inermi e inoffensive (per esempio c'è chi fu legato a un cadavere e lasciato così al sole fino alla sua decomposizione, da vivo, con il morto). Ma colpisce ancora di più la volontà di ottenere dalle vittime il rinnegamento della fede o la profanazione di sacramenti o orribili sacrilegi. Qua c'è qualcosa su cui non si è riflettuto abbastanza. Faccio qualche esempio. I rivoluzionari decisero che il parroco di Torrijos, che si chiamava Liberio Gonzales Nonvela, data la sua ardente fede, dovesse morire come Gesù. Così fu denudato e frustato in modo bestiale.
Poi si cominciò la crocifissione, la coronazione di spine, gli fu dato da bere aceto, alla fine lo finirono sparandogli mentre lui benediva i suoi aguzzini. Ma è significativo che costoro, in precedenza, gli dicessero: «bestemmia e ti perdoneremo». Il sacerdote, sfinito dalle sevizie, rispose che era lui a perdonare loro e li benedisse. Ma va sottolineata quella volontà di ottenere da lui un tradimento della fede. Anche dagli altri sacerdoti pretendevano la profanazione di sacramenti. O da suore che violentarono. Quale senso poteva avere, dal punto di vista politico, per esempio, la riesumazione dei corpi di suore in decomposizione esposte in piazza per irriderle? Non c'è qualcosa di semplicemente satanico?
BESTEMMIE E BENZINA
E il giovane Juan Duarte Martin, diacono ventiquattrenne, torturato con aghi su tutto il corpo e, attraverso di essi, con terribili scariche elettriche? Pretendevano di farlo bestemmiare e di fargli gridare «viva il comunismo!», mentre lui gridò fino all'ultimo «viva Cristo Re!». Lo cosparsero di benzina e gli dettero fuoco. Qua non siamo solo in presenza di un folle disegno politico di cancellazione della Chiesa. C'è qualcosa di più. A definire la natura e la vera identità di questo orrore ha provato Richard Wurmbrand, un rumeno di origine ebraica che in gioventù militò fra i comunisti, nel 1935 divenne cristiano e pastore evangelico, quindi subì 14 anni di persecuzione, molti dei quali nel Gulag del regime comunista di Ceausescu.
IL CAPITALE DI KARL E LE SETTE ESOTERICHE
Anch'egli aveva notato - nei lager dell'Est - questo oscuro disegno nella persecuzione religiosa. In un suo libro scrive: «Si può capire che i comunisti arrestassero preti e pastori perché li consideravano contro rivoluzionari. Ma perché i preti venivano costretti dai marxisti nella prigione romena di Piteshti a dir messa sullo sterco e l'urina? Perché i cristiani venivano torturati col far prendere loro la Comunione usando queste materie come elementi». Non era solo «scherno osceno». Al sacerdote Roman Braga «gli vennero schiantati i denti uno ad uno con una verga di ferro» per farlo bestemmiare. I suoi aguzzini gli dicevano: «se vi uccidiamo, voi cristiani andate in Paradiso.
Ma noi non vogliamo farvi dare la corona del martirio. Dovete prima bestemmiare Iddio e poi andare all'inferno». A un prigioniero cristiano del carcere di Piteshti, riferisce Wurmbrand, i comunisti ogni giorno ripetevano in modo blasfemo il rito del battesimo immergendogli la testa nel "bugliolo" dove tutti lasciavano gli escrementi e costringevano in quei minuti gli altri prigionieri a cantare il rito battesimale. Altri cristiani «venivano picchiati fino a farli impazzire per obbligarli a inginocchiarsi davanti a un'immagine blasfema di Cristo». Si chiede Wurmbrand, «cos'ha a che fare tutto ciò con il socialismo e col benessere del proletariato? Non sono queste cose semplici pretesti per organizzare orge e blasfemie sataniche? Si suppone che i marxisti siano atei che non credono nel Paradiso e nell'Inferno. In queste estreme circostanze il marxismo si è tolto la maschera ateista rivelando il proprio vero volto, che è il satanismo». In effetti il libro di Wurmbrand s'intitola "Was Karl Marx a satanist?" ed è stato tradotto in italiano dall' "Editrice uomini nuovi" col titolo "L'altra faccia di Carlo Marx".
L'autore si spinge, indagando negli scritti giovanili di Marx e nelle sue vicende biografiche, fino a ritenere che trafficasse con sette sataniste. Peraltro nel brulicare di sette e società esoteriche di metà Ottocento sono tante le personalità che hanno avuto strane frequentazioni. E su Marx anche altri autori hanno fatto ipotesi del genere. Wurmbrand sostiene soprattutto che la filantropia socialista non era l'ispirazione vera di Marx, ma solo lo schermo, il pretesto per la sua vera motivazione che era la guerra contro Dio. Realizzata poi su larga scala con la Rivoluzione d'ottobre e quel che è seguito (nei regimi comunisti fatti, correnti, episodi e personaggi che portano in quella direzione sono chiari). Sul satanismo non so pronunciarmi, ma gli effetti satanici dell'esperimento marxista (planetario) sono sotto gli occhi di tutti anche se rimossi clamorosamente dalla riflessione pubblica: la più colossale e feroce strage di esseri umani che la storia ricordi e la più vasta guerra al cristianesimo di questi duemila anni. Siccome capita di sentir formulare, in ambienti cattolici, giudizi indulgenti sugli "ideali dei comunisti", che sarebbero poi stati traditi nella pratica o mal tradotti, è venuto il momento di definire una buona volta la natura satanica dell'ideologia in sé e di tutto quel che è accaduto. Visto che un grande filosofo come Augusto Del Noce da anni ha dimostrato quanto l'ateismo sia fondamentale nel marxismo e niente affatto marginale o facoltativo. La tragedia spagnola, su cui il popolo cristiano non sa quasi niente (e che fu perpetrata anche da altre forze rivoluzionarie e laiciste) dovrebbe far riflettere, se non altro per le proporzioni di quel martirio.
Molti vescovi o sacerdoti sarebbero potuti fuggire, ma restarono al loro posto, pur sapendo cosa li aspettava, per non abbandonare la loro gente. Non colpisce solo l'accanimento con cui si infierì sulle vittime, inermi e inoffensive (per esempio c'è chi fu legato a un cadavere e lasciato così al sole fino alla sua decomposizione, da vivo, con il morto). Ma colpisce ancora di più la volontà di ottenere dalle vittime il rinnegamento della fede o la profanazione di sacramenti o orribili sacrilegi. Qua c'è qualcosa su cui non si è riflettuto abbastanza. Faccio qualche esempio. I rivoluzionari decisero che il parroco di Torrijos, che si chiamava Liberio Gonzales Nonvela, data la sua ardente fede, dovesse morire come Gesù. Così fu denudato e frustato in modo bestiale.
Poi si cominciò la crocifissione, la coronazione di spine, gli fu dato da bere aceto, alla fine lo finirono sparandogli mentre lui benediva i suoi aguzzini. Ma è significativo che costoro, in precedenza, gli dicessero: «bestemmia e ti perdoneremo». Il sacerdote, sfinito dalle sevizie, rispose che era lui a perdonare loro e li benedisse. Ma va sottolineata quella volontà di ottenere da lui un tradimento della fede. Anche dagli altri sacerdoti pretendevano la profanazione di sacramenti. O da suore che violentarono. Quale senso poteva avere, dal punto di vista politico, per esempio, la riesumazione dei corpi di suore in decomposizione esposte in piazza per irriderle? Non c'è qualcosa di semplicemente satanico?
BESTEMMIE E BENZINA
E il giovane Juan Duarte Martin, diacono ventiquattrenne, torturato con aghi su tutto il corpo e, attraverso di essi, con terribili scariche elettriche? Pretendevano di farlo bestemmiare e di fargli gridare «viva il comunismo!», mentre lui gridò fino all'ultimo «viva Cristo Re!». Lo cosparsero di benzina e gli dettero fuoco. Qua non siamo solo in presenza di un folle disegno politico di cancellazione della Chiesa. C'è qualcosa di più. A definire la natura e la vera identità di questo orrore ha provato Richard Wurmbrand, un rumeno di origine ebraica che in gioventù militò fra i comunisti, nel 1935 divenne cristiano e pastore evangelico, quindi subì 14 anni di persecuzione, molti dei quali nel Gulag del regime comunista di Ceausescu.
IL CAPITALE DI KARL E LE SETTE ESOTERICHE
Anch'egli aveva notato - nei lager dell'Est - questo oscuro disegno nella persecuzione religiosa. In un suo libro scrive: «Si può capire che i comunisti arrestassero preti e pastori perché li consideravano contro rivoluzionari. Ma perché i preti venivano costretti dai marxisti nella prigione romena di Piteshti a dir messa sullo sterco e l'urina? Perché i cristiani venivano torturati col far prendere loro la Comunione usando queste materie come elementi». Non era solo «scherno osceno». Al sacerdote Roman Braga «gli vennero schiantati i denti uno ad uno con una verga di ferro» per farlo bestemmiare. I suoi aguzzini gli dicevano: «se vi uccidiamo, voi cristiani andate in Paradiso.
Ma noi non vogliamo farvi dare la corona del martirio. Dovete prima bestemmiare Iddio e poi andare all'inferno». A un prigioniero cristiano del carcere di Piteshti, riferisce Wurmbrand, i comunisti ogni giorno ripetevano in modo blasfemo il rito del battesimo immergendogli la testa nel "bugliolo" dove tutti lasciavano gli escrementi e costringevano in quei minuti gli altri prigionieri a cantare il rito battesimale. Altri cristiani «venivano picchiati fino a farli impazzire per obbligarli a inginocchiarsi davanti a un'immagine blasfema di Cristo». Si chiede Wurmbrand, «cos'ha a che fare tutto ciò con il socialismo e col benessere del proletariato? Non sono queste cose semplici pretesti per organizzare orge e blasfemie sataniche? Si suppone che i marxisti siano atei che non credono nel Paradiso e nell'Inferno. In queste estreme circostanze il marxismo si è tolto la maschera ateista rivelando il proprio vero volto, che è il satanismo». In effetti il libro di Wurmbrand s'intitola "Was Karl Marx a satanist?" ed è stato tradotto in italiano dall' "Editrice uomini nuovi" col titolo "L'altra faccia di Carlo Marx".
L'autore si spinge, indagando negli scritti giovanili di Marx e nelle sue vicende biografiche, fino a ritenere che trafficasse con sette sataniste. Peraltro nel brulicare di sette e società esoteriche di metà Ottocento sono tante le personalità che hanno avuto strane frequentazioni. E su Marx anche altri autori hanno fatto ipotesi del genere. Wurmbrand sostiene soprattutto che la filantropia socialista non era l'ispirazione vera di Marx, ma solo lo schermo, il pretesto per la sua vera motivazione che era la guerra contro Dio. Realizzata poi su larga scala con la Rivoluzione d'ottobre e quel che è seguito (nei regimi comunisti fatti, correnti, episodi e personaggi che portano in quella direzione sono chiari). Sul satanismo non so pronunciarmi, ma gli effetti satanici dell'esperimento marxista (planetario) sono sotto gli occhi di tutti anche se rimossi clamorosamente dalla riflessione pubblica: la più colossale e feroce strage di esseri umani che la storia ricordi e la più vasta guerra al cristianesimo di questi duemila anni. Siccome capita di sentir formulare, in ambienti cattolici, giudizi indulgenti sugli "ideali dei comunisti", che sarebbero poi stati traditi nella pratica o mal tradotti, è venuto il momento di definire una buona volta la natura satanica dell'ideologia in sé e di tutto quel che è accaduto. Visto che un grande filosofo come Augusto Del Noce da anni ha dimostrato quanto l'ateismo sia fondamentale nel marxismo e niente affatto marginale o facoltativo. La tragedia spagnola, su cui il popolo cristiano non sa quasi niente (e che fu perpetrata anche da altre forze rivoluzionarie e laiciste) dovrebbe far riflettere, se non altro per le proporzioni di quel martirio.
9 nov 2009
Speranza di unità
Le elezioni europee del 12 e 13 giugno hanno visto in molti paesi il trionfo di movimenti riconducibili alla destra sociale popolare identitaria Europea con successi insperati e di portata davvero storica come
nel caso dell’Olanda dove il partito delle Libertà Olandese diventa il secondo partito della nazione con il 17% dei consensi
e dell’Ungheria dove un movimento chiamato Jobbik raggiunge il 15% dei consensi,
persino in Inghilterra un movimento osteggiato da tutti come il British National Party raggiunge il 7% dei consensi ed elegge due rappresentanti al parlamento europeo.
Le ragioni di questi successi vanno ricercati nel linguaggio usato durante la campagna elettorale da questi movimenti politici; parole semplici e dirette su problemi concreti che riguardano la nostra Europa : il settimo anno di crisi economica, l’aumento della disoccupazione, il problema sicurezza, l’immigrazione , la questione dell’ingresso della Turchia nell’Unione Europea.
In Italia invece le elezioni europee hanno visto per l’ennesima volta la destra sociale nazionale e popolare divisa in tre tronconi da un lato la Destra di Storace nel cartello dell’autonomia ,nel cosiddetto centro destra dei poveri, dall’altro lato la Fiamma e Forza Nuova che hanno tentato per l’ennesima volta la sfida elettorale solitaria.
I risultati in termine di consenso sono stati davvero scarsi
l’ Autonomia raggiunge il 2,3% nazionale,
la Fiamma Tricolore l’ 0,7%
Forza Nuova l’0,5%.
E’ doveroso porre fine a questa lotta intestina tra questi movimenti per la conquista di uno 0,3% in più, è doveroso dare una collocazione naturale a questi movimenti che non può che essere alla destra del popolo delle libertà con particolare precisione alla destra di quel che fu il movimento di Alleanza Nazionale.
Non ci è dato sapere quali sono le cosi grandi differenze che inducono la destra di Storace, la Fiamma tricolore di Romagnoli, Forza Nuova di Fiore a dividere e confondere una militanza che ancora crede e combatte per principi idee valori e propone soluzioni alle emergenze che investono la nazione italiana.
Per rispondere al calo dei consensi il primo passo che deve fare la destra italiana non è certo quello di allearsi con OGM della politica quali il Movimento per l’autonomia, l’alleanza di centro delle Libertà il partito pensionati che ieri erano alleati della destra di Storace, oggi invece guardano con interesse al progetto di un partito del sud guidato dagli ex comunisti Vendola e Bassolino, ma l’alleanza naturale con forze simili per idee valori e comportamenti, come dicevano i latini similia cum similibus.
Per rendere credibile la costituzione di un movimento politico posizionato alla destra di Alleanza Nazionale è quanto prima auspicabile e necessario lo scioglimento dei principali movimenti della destra italiana , con il logico confluire di diverse sensibilità al costituendo movimento. Dall’assise di questa “costituente di destra” la militanza indicherà per meriti, intransigenza morale, capacità politica il proprio segretario nazionale.
Nel costituendo movimento devono confluire non soltanto le differenze sensibilità della destra sociale nazionale ed identitaria ma anche circoli, associazioni, strutture e finanziamenti di cui beneficiano i soggetti fondatori del nuovo movimento e che costituiranno il patrimonio del nuovo soggetto politico.
Chi diserta questa chiamata di adesione alla nuova forza nazionale ne risponderà alla militanza italiana divisa ancora oggi nelle varie associazioni e movimenti.
nel caso dell’Olanda dove il partito delle Libertà Olandese diventa il secondo partito della nazione con il 17% dei consensi
e dell’Ungheria dove un movimento chiamato Jobbik raggiunge il 15% dei consensi,
persino in Inghilterra un movimento osteggiato da tutti come il British National Party raggiunge il 7% dei consensi ed elegge due rappresentanti al parlamento europeo.
Le ragioni di questi successi vanno ricercati nel linguaggio usato durante la campagna elettorale da questi movimenti politici; parole semplici e dirette su problemi concreti che riguardano la nostra Europa : il settimo anno di crisi economica, l’aumento della disoccupazione, il problema sicurezza, l’immigrazione , la questione dell’ingresso della Turchia nell’Unione Europea.
In Italia invece le elezioni europee hanno visto per l’ennesima volta la destra sociale nazionale e popolare divisa in tre tronconi da un lato la Destra di Storace nel cartello dell’autonomia ,nel cosiddetto centro destra dei poveri, dall’altro lato la Fiamma e Forza Nuova che hanno tentato per l’ennesima volta la sfida elettorale solitaria.
I risultati in termine di consenso sono stati davvero scarsi
l’ Autonomia raggiunge il 2,3% nazionale,
la Fiamma Tricolore l’ 0,7%
Forza Nuova l’0,5%.
E’ doveroso porre fine a questa lotta intestina tra questi movimenti per la conquista di uno 0,3% in più, è doveroso dare una collocazione naturale a questi movimenti che non può che essere alla destra del popolo delle libertà con particolare precisione alla destra di quel che fu il movimento di Alleanza Nazionale.
Non ci è dato sapere quali sono le cosi grandi differenze che inducono la destra di Storace, la Fiamma tricolore di Romagnoli, Forza Nuova di Fiore a dividere e confondere una militanza che ancora crede e combatte per principi idee valori e propone soluzioni alle emergenze che investono la nazione italiana.
Per rispondere al calo dei consensi il primo passo che deve fare la destra italiana non è certo quello di allearsi con OGM della politica quali il Movimento per l’autonomia, l’alleanza di centro delle Libertà il partito pensionati che ieri erano alleati della destra di Storace, oggi invece guardano con interesse al progetto di un partito del sud guidato dagli ex comunisti Vendola e Bassolino, ma l’alleanza naturale con forze simili per idee valori e comportamenti, come dicevano i latini similia cum similibus.
Per rendere credibile la costituzione di un movimento politico posizionato alla destra di Alleanza Nazionale è quanto prima auspicabile e necessario lo scioglimento dei principali movimenti della destra italiana , con il logico confluire di diverse sensibilità al costituendo movimento. Dall’assise di questa “costituente di destra” la militanza indicherà per meriti, intransigenza morale, capacità politica il proprio segretario nazionale.
Nel costituendo movimento devono confluire non soltanto le differenze sensibilità della destra sociale nazionale ed identitaria ma anche circoli, associazioni, strutture e finanziamenti di cui beneficiano i soggetti fondatori del nuovo movimento e che costituiranno il patrimonio del nuovo soggetto politico.
Chi diserta questa chiamata di adesione alla nuova forza nazionale ne risponderà alla militanza italiana divisa ancora oggi nelle varie associazioni e movimenti.
8 nov 2009
L'America sotto occhi diversi

L'America sotto occhi diversi
Correva l'anno 1492 quando Cristoforo Colombo, esploratore e navigatore Italiano, scoprì l'America. Partendo dall'intenzione iniziale del prode navigatore possiamo dire che voleva trovare una via più corta per arrivare nelle terre orientali che nel XV secolo rappresentavano mete di intensi commerci tra Asia ed Europa; con l'uso delle sue conoscenze geografiche pensò di fare una rotta opposta a quella normale, perciò di andare dall'Europa verso occidente. Lasciando alla storia date importanti ma non degne di rilevanza per questo articolo, passiamo all'approdo nel continente Americano. Teorie degne di revisionismo storico fanno pensare a una “scoperta” dell'America molto precedente a quella di Colombo da parte dei Vichinghi che aveva preceduto il navigatore Italiano di ben 5 secoli. Ritornando a Colombo e al 1492, che non per niente è appunto la data con cui si fa iniziare l'Età Moderna, possiamo dire che solo dopo qualche anno si scoprì, grazie ad altri navigatori tra cui Amerigo Vespucci, realmente che quelle “Indie” erano un nuovo continente, anzi un “Nuovo Mondo”. Prontamente tanti cittadini Europei si spostarono in America. Vedremo come religiosi e imprenditori migrarono verso queste terre che erano un “libro aperto” per il futuro dell'intero pianeta. Sorge un dubbio: “Ma queste terre erano popolate?” la risposta è: “Si”. Il nuovo continente era popolato da 80 milioni di persone. In circa 50 anni i nativi americani da 80 milioni erano diventati 10 milioni. Cosa successe allora? Una parte dei nativi americani morì dalle malattie portate dagli europei nel nuovo continente. Ma questo non fu il motivo principale di questo “Genocidio”. I religiosi che volevano portare la loro parola a questi popoli non sempre avevano comportamenti corretti contro chi non accettava la nuova religione e ogni occasione era un motivo “moralmente giusto” per sterminare molte di queste persone. D'altra parte i coloni che venivano dall'Europa volevano sottomettere questi popoli in nome della schiavitù che garantiva loro manodopera quasi senza costi; oltre ad conquistare queste nuove terre. Gli scontri erano inevitabili e grazie all'avanzata tecnologia bellica Europea bastarono poche migliaia di soldati per sconfiggere i nativi americani. In seguito i coloni del Nord America che erano ancora legati alla loro patria in Europa, volettero la loro libertà e si costituirono in seguito a una guerra civile che conta il numero più alto di morti tra tutte le guerre civili, ben 800 mila; nacquero allora gli Stati Uniti d'America o U.S.A. Riflettendo bene questo ai giorni nostri sarebbe qualcosa di mostruoso, molto più terrificante dell'Olocausto. Con questo vogliamo dire che tutti i cittadini Europei del XV secolo erano come i coloni americani? Certamente no. In America ci andarono le persone che in Europa non avevano avuto “successo” o non si sentivano liberi essendo vincolati dalle leggi delle nazioni Europee; persone che per guadagnarsi questo successo hanno sterminato un intero popolo. Non c'è da stupirsi allora se negli U.S.A. si festeggia il Columbus Day, ovvero il giorno della scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo, festa che porta con se il ricordo dello sterminio di milioni di persone, come non c'è da stupirsi se negli U.S.A. durante gli anni '30 si sviluppò il razzismo che colpi i bianchi ma fece morire tanti negri, odio razziale che esisteva già nel XIX secolo; infine possiamo anche puntare il dito verso queste persone che hanno portato negli U.S.A. il capitalismo “frenetico” che ha fatto si che nel mondo il 2% della popolazione mondiale ha il 40% del capitale di tutto il mondo e il 50% vive con 1$ al giorno e muore di fame. Ecco, proprio a questo capitalismo senza regole si può dare la colpa di questo genocidio e di tutti gli avvenimenti che oggi riguardano il nostro pianeta. Infatti la maggior parte dei coloni erano puritani e mercanti borghesi. Il puritanesimo si diffuse in Inghilterra nel XVI secolo; il suoi 2 precetti più importanti erano la fede diretta con Dio, che aboliva la gerarchia della Chiesa Cattolica e Anglosassone, e il duro lavoro per espiare i propri peccati. I borghesi mercanti che emigrarono in America andarono proprio lì siccome avrebbero trovato un posto senza leggi che vincolassero la loro attività commerciale. Così, tra la religione Puritana e l'intensa attività commerciale che spinse in America i mercanti borghesi, nacque un capitalismo diverso da quello che si aveva in Europa. Dopo l'indipendenza degli U.S.A il capitalismo moderno poté svilupparsi in modo abnorme senza limiti o leggi che impedissero questo, proprio perché a capo degli U.S.A. c'erano persone che facevano leggi a favore del capitalismo e rendevano legale qualcosa che in Europa era illegale. La tratta degli schiavi fece si che i grandi proprietari di industrie o campi agricoli avessero manodopera a prezzi minimi. Le banche iniziarono ad avere sempre più soldi e più potere e si univano tra di loro, creando federazioni bancarie sempre più potenti. Col passare degli anni gli indiani d'America scomparivano lentamente. Nel XIX secolo Toro Seduto, condottiero dei Sioux (tribù indiana), non accettando quello che i nuovi proprietari di quelle terre, che per secoli erano state vissute dai popoli indiani, entrò in conflitto con gli U.S.A. Anche se Toro Seduto riunì 3500 guerrieri Sioux e vinse la famosa battaglia di Little BigHorn, non riuscì a vincere definitivamente la guerra. Possiamo comunque ricordare Toro Seduto non solo come grande condottiero e guerriero, ma anche come “profeta” e uomo saggio. Citando una sua celebre frase: “Quando avrete ucciso l'ultimo bisonte, abbattuto l'ultimo albero, prosciugato l'ultimo fiume, vi accorgerete che non potrete mangiare il denaro accumulato nelle vostre banche” possiamo dire che ha predetto con 2 secoli di anticipo la nostra situazioni economica mondiale. Gli U.S.A. avevano già da allora in mano tutta l'opinione pubblica e potevano gestire ogni situazione a loro favore. Quando durante la prima guerra mondiale negli U.S.A. ci fu un gigantesco crollo dell'economia causato proprio dai banchieri per introdurre la Federal Reserve (associazione bancaria nazionale non comandata dallo stato) dato che l'opinione pubblica era controllata proprio da questi banchieri, la popolazione pensò che i neri erano la causa di questo crollo economico; in quegli anni ebbe vita il Ku Klux Klan. I presidenti degli U.S.A. altro non sono che burattini nelle mani dei grandi banchieri e quei pochi presidenti che avevano preso una iniziativa benevola per il loro Paese contro l'opinione dei banchieri, furono subito assassinati (es. Lincoln e Kennedy).
Il sistema monetario degli U.S.A. si basa sugli interessi monetari. Lo Stato quando a bisogno di moneta chiede un prestito alla FED che stampa questa carta moneta e la presta allo Stato che ovviamente deve pagare un interesse per questo prestito; ovviamente per pagare questo interesse ci vogliono soldi che lo stato chiede ai cittadini sotto forma di tasse; i cittadini a loro volta quando chiedono dei prestiti alle banche devono pagare degli interessi, per pagare gli interessi ci vogliono dei soldi che solo la FED stampa e usando quei soldi per pagare gli interessi del prestito poi bisogna pagare gli interessi sui soldi con cui si è pagato gli interessi precedenti e con cosa si pagano questi interessi? Ovvio, con altri soldi che a loro volta ti fanno pagare degli interessi (scusate il gioco di parole). Insomma è impossibile uscire da questo circolo vizioso proprio perché più si tenta di uscire e più si ricade in basso. Dopo aver ottenuto il massimo controllo sulla pubblica opinione e sull'economia il capitalismo Americano si è voluto diffondere in tutto il mondo. Dal XX secolo questa espansione è iniziata ed è ancora in attività sotto i nostri occhi. Durante la prima guerra mondiale gli U.S.A. non ancora entrati in guerra cercavano un motivo per entrarci siccome con le guerre le banche si arricchiscono in maniera enorme dando ingenti prestiti allo stato. Gli U.S.A. entrarono in guerra quando il trans-atlantico “Lusitania” fu silurato dai sottomarini tedeschi. Analizzando bene l'accaduto possiamo dire che questo è stato un “auto-attentato”: la nave Lusitania doveva andare in Inghilterra attraversando zone di guerra e allora la Germania mandò un messaggio agli U.S.A. e fece pubblicare sui giornali Statunitensi questo messaggio che avvisava i Statunitensi che se la Lusitania avesse attraversato quei mari poteva essere attaccata e ogni responsabilità non ricadeva sulla Germania. Non ostante questo gli U.S.A. fecero partire la Lusitania che fu silurata e ci furono 1200 vittime. L'opinione pubblica che era comandata dalle banche cambiò dopo questo accaduto e fu a favore della guerra tanto che migliaia di persone entrarono come volontari nell'esercito. Alla fine della guerra la FED guadagnò 200 milioni di $. Durante la seconda guerra mondiale il metodo “auto-attentato” fu usato di nuovo. Durante il famoso attacco a Pearl Harbor nel '41 gli U.S.A. conoscevano già le intenzioni del Giappone, ma non fecero niente per impedire ciò poiché sapevano che era una buona occasione per entrare in guerra. L'occasione fu anche buona per attaccare il Giappone con la bomba atomica che fu progettata negli U.S.A. durante il progetto Manhattan, bomba atomica che garantiva agli U.S.A. anche l'egemonia militare. Nel '60 si ripropose di nuovo l'auto-attentato per entrare in conflitto con Cuba. Situazioni simili a quella Cubana si ebbero nel Vietnam e altre nazioni. Dopo aver sottomesso economicamente quei stati, gli U.S.A. avevano solo bisogno di risorse energetiche; così in molti stati che avevano risorse petrolifere gli U.S.A. davano dei prestiti a questi stati affinché potessero aiutare la popolazione, ma questi prestiti aiutavano solo le industrie di quei stati che ovviamente erano gestite da Statunitensi; perciò lo stato non potendo ripagare questi prestiti veniva costretto a vendere petrolio agli U.S.A. a basso prezzo e molte industrie Statunitensi vengono poste li poiché la manodopera ha prezzi bassi. Questa politica economica iniziò nel '53 in Iran. Il presidente democratico Mossadegh chiedeva molti più soldi per il petrolio dagli stati esteri ma gli U.S.A. erano ovviamente contro a questa politica economica e per evitare una guerra inviarono agenti della CIA che fecero ritornare al potere il vecchio presidente che avrebbe venduto petrolio a basso costo agli U.S.A. Situazioni molto simili si ebbero in Guatemala e a Panama dove i presidenti furono assassinati e sostituiti da altri a favore degli U.S.A. Nel Venezuela ci fu una situazione molto simile a quella Cubana ma a capo di tutto ci fu, ed ancora c'è, il presidente Hugo Chavez; nel 2002 dopo 3 anni dalla sua presidenza ci fu un colpo di stato contro Chavez che voleva aiutare il suo popolo con il petrolio, questo colpo di stato non basto a cambiare l'opinione pubblica che vedeva Chavez come un “dittatore” poiché il popolo era realmente legato a Chavez. Infine possiamo vedere come agisce completamente il sistema economico U.S.A. negli altri stati tirando in gioco l'Iraq; non essendo riusciti a corrompere il presidente Saddam Hussein e neanche ad assassinarlo gli U.S.A. entrarono in guerra con l'Iraq sempre usando il metodo dell'auto-attentato verso le torri gemelle, ora il governo militare americano comanda l'Iraq. Insomma l'intero mondo è comandato dal capitalismo. Il vero terrorismo lo fanno gli U.S.A. che con il dominio dei mass-media terrorizza i suoi cittadini.
Con questo concludo e spero che in ogni persona di qualsiasi nazione, religione e politica diversa, nasca un sentimento critico su ogni cosa e che ogni avvenimento “venga testato” in prima persona e non preso per vero solo perché lo dicono i mass-media, basta procurarsi qualche ora della giornata e armandosi di buon senso e consultando varie fonti attendibili per scoprire qual'è la vera realtà delle cose.
Dell'Orco Luca
5 nov 2009
NO AL VACCINO!!!
In un numero della rivista TIME (del 27 aprile 2009) si legge un articolo che spiega come dozzine di persone sono morte e centinaia sono state menomate dai vaccini usati contro l’influenza suina del 1976, quando il presidente Ford tentò di usare come pretesto una manciata di soldati influenzati (dei quali uno solo morì) per forzare la vaccinazione dell’intera nazione. Una campagna faraonica con tanto di spot spaventosi che gettarono nel panico la popolazione.
In pochi mesi, le “vittime” delle vaccinazioni subirono varie forme di paralisi, chiedendo, successivamente, i danni al governo per oltre 1,3 miliardi di dollari. Questo vaccino fu anche accusato di aver causato la morte di 25 persone ( o forse più).
In più, alcune centinaia di individui vaccinati svilupparono la sindrome di Guillain-Barrè (una grave forma di paralisi) ed anche dei ventenni in ottima salute finirono sulla sedia a rotelle.
La micidiale pandemia tanto annunciata non si manifestò. Una vera e propria bolla di sapone: un solo morto e una manciata di malati poi guariti perfettamente. In definitiva: il vaccino fece più morti dell’ influenza che si prefiggeva di combattere.
L’influenza suina è una malattia respiratoria contagiosa, causata da un virus influenzale di tipo A che colpisce i maiali. Il ceppo corrente A(H1N1) è una nuova variante del H1N1 virus.
E’ importante spiegare che tutte le influenze dovute all’H1N1 sono discendenti del ceppo che causò l’ epidemia di “spagnola” nel 1918. Questo spiegherebbe in parte l’allarmismo generale e soprattutto dei media. La pandemia del 1918 uccise tra i 50 e i 100 milioni di persone nel mondo in circa 18 mesi.
Ma i media non riflettono, pensano soltanto a vendere paura e non si sono accorti che il 2009 non è il 1918.
Tutto ciò ricorda la tremenda “buffonata” dell’influenza aviaria. Quando il presidente Bush annunciò che due milioni di Americani sarebbero morti a causa di questa influenza.
Morale della favola?
Dal 2003, solo 257 persone, nel mondo, sono morte a causa dell’influenza aviaria.
Mentre, ne solo 2004, più di 1170 persone sono morte, nel mondo, a causa (pensate un po’) dei fulmini.
La malaria uccide 3000 persone AL GIORNO, ma questa malattia è considerata un normale “problema di salute”. Naturalmente non ci sono costosi vaccini contro la malaria che possono far guadagnare a “qualcuno” miliardi di dollari in breve tempo, e naturalmente le nazioni dove questa piaga divampa non possono (ne potranno mai) permettersi simili investimenti.
Qualcuno è convinto che queste paure sono state diffuse per riempire le tasche di pochi individui e le casse dell’industria farmaceutica. La nostra paura incremente il loro giro d'affari.
Personalmente ritengo che questa strategia “della tensione” sia creata artificialmente per tenere l’umanità sempre sulla corda, sempre sull’orlo del baratro: guerre, terrorismo, influenze pandemiche (suina, aviaria, sars), effetto serra, leggendaria fine del mondo prevista per il 2012… chi più ne ha, più ne metta.
Il mio auspicio è che questa strategia della “tensione” non sia in realtà una strategia della “distrazione”: evitare che l’umanità rifletta sui veri problemi che l’affliggono serebbe di gran lunga più grave.
Es. Mentre metà el mondo muore di fame, l'altra metà distrugge tonnellate di cibo ogni giorno per mantenere i prezzi dei prodotti stabili sul mercato e non generare squilibrio tra domanda e offerta.
Ricordate:
L’ influenza A è una normale influenza. Consigli utili
• Ottimizza i tuoi livelli di vitamina D.
E’ in assoluto la migliore strategia per evitare qualsiasi tipo d’infezioni dovute alle influenze stagionali. Per mantenere i fatti nella loro giusta prospettiva, dallo scorso gennaio, negli Stati Uniti l’influenza stagionale (non l’influenza suina) ha ucciso oltre 13.000 persone.
Ti sei mai preoccupato di queste morti prima che i media iniziassero a smerciare paura e angoscia.
• Evita i cibi troppo processati.
• Riposa a sufficienza il corpo.
• Cerca di mantenere il tuo stress sotto controllo.
• Fai esercizio fisico.
• Prendi regolarmente dell’olio contenente omega-3.
• Lavati le mani regolarmente.
• Usa dell’aglio regolarmente.
• A meno che non sia un emergenza, evita gli ospedali perché questi sono gli ambienti ideali per infezioni di tutti i tipi.
Ma se voi il consiglio più utile di tutti … SMETTILA DI GUARDARE I TELEGIORNALI.
In pochi mesi, le “vittime” delle vaccinazioni subirono varie forme di paralisi, chiedendo, successivamente, i danni al governo per oltre 1,3 miliardi di dollari. Questo vaccino fu anche accusato di aver causato la morte di 25 persone ( o forse più).
In più, alcune centinaia di individui vaccinati svilupparono la sindrome di Guillain-Barrè (una grave forma di paralisi) ed anche dei ventenni in ottima salute finirono sulla sedia a rotelle.
La micidiale pandemia tanto annunciata non si manifestò. Una vera e propria bolla di sapone: un solo morto e una manciata di malati poi guariti perfettamente. In definitiva: il vaccino fece più morti dell’ influenza che si prefiggeva di combattere.
L’influenza suina è una malattia respiratoria contagiosa, causata da un virus influenzale di tipo A che colpisce i maiali. Il ceppo corrente A(H1N1) è una nuova variante del H1N1 virus.
E’ importante spiegare che tutte le influenze dovute all’H1N1 sono discendenti del ceppo che causò l’ epidemia di “spagnola” nel 1918. Questo spiegherebbe in parte l’allarmismo generale e soprattutto dei media. La pandemia del 1918 uccise tra i 50 e i 100 milioni di persone nel mondo in circa 18 mesi.
Ma i media non riflettono, pensano soltanto a vendere paura e non si sono accorti che il 2009 non è il 1918.
Tutto ciò ricorda la tremenda “buffonata” dell’influenza aviaria. Quando il presidente Bush annunciò che due milioni di Americani sarebbero morti a causa di questa influenza.
Morale della favola?
Dal 2003, solo 257 persone, nel mondo, sono morte a causa dell’influenza aviaria.
Mentre, ne solo 2004, più di 1170 persone sono morte, nel mondo, a causa (pensate un po’) dei fulmini.
La malaria uccide 3000 persone AL GIORNO, ma questa malattia è considerata un normale “problema di salute”. Naturalmente non ci sono costosi vaccini contro la malaria che possono far guadagnare a “qualcuno” miliardi di dollari in breve tempo, e naturalmente le nazioni dove questa piaga divampa non possono (ne potranno mai) permettersi simili investimenti.
Qualcuno è convinto che queste paure sono state diffuse per riempire le tasche di pochi individui e le casse dell’industria farmaceutica. La nostra paura incremente il loro giro d'affari.
Personalmente ritengo che questa strategia “della tensione” sia creata artificialmente per tenere l’umanità sempre sulla corda, sempre sull’orlo del baratro: guerre, terrorismo, influenze pandemiche (suina, aviaria, sars), effetto serra, leggendaria fine del mondo prevista per il 2012… chi più ne ha, più ne metta.
Il mio auspicio è che questa strategia della “tensione” non sia in realtà una strategia della “distrazione”: evitare che l’umanità rifletta sui veri problemi che l’affliggono serebbe di gran lunga più grave.
Es. Mentre metà el mondo muore di fame, l'altra metà distrugge tonnellate di cibo ogni giorno per mantenere i prezzi dei prodotti stabili sul mercato e non generare squilibrio tra domanda e offerta.
Ricordate:
L’ influenza A è una normale influenza. Consigli utili
• Ottimizza i tuoi livelli di vitamina D.
E’ in assoluto la migliore strategia per evitare qualsiasi tipo d’infezioni dovute alle influenze stagionali. Per mantenere i fatti nella loro giusta prospettiva, dallo scorso gennaio, negli Stati Uniti l’influenza stagionale (non l’influenza suina) ha ucciso oltre 13.000 persone.
Ti sei mai preoccupato di queste morti prima che i media iniziassero a smerciare paura e angoscia.
• Evita i cibi troppo processati.
• Riposa a sufficienza il corpo.
• Cerca di mantenere il tuo stress sotto controllo.
• Fai esercizio fisico.
• Prendi regolarmente dell’olio contenente omega-3.
• Lavati le mani regolarmente.
• Usa dell’aglio regolarmente.
• A meno che non sia un emergenza, evita gli ospedali perché questi sono gli ambienti ideali per infezioni di tutti i tipi.
Ma se voi il consiglio più utile di tutti … SMETTILA DI GUARDARE I TELEGIORNALI.
4 nov 2009
ISLAM: LA PROVOCAZIONE DI CASAPOUND, A SCUOLA SI FACCIA ANCHE L'ORA DI MISTICA FASCISTA

'Chi parla di rispetto delle minoranze dimostri che non esistono minoranze più rispettate di altre'
Roma, 19 ott. - (Adnkronos) - “Accogliamo con estremo favore le proposte dell’ala finiana della maggioranza che, di concerto con la fronda dalemiana dell’opposizione, ha proposto di istituire un’ora di insegnamento di religione islamica nelle scuole e anzi rilanciamo: perché non introdurre anche un’ora di insegnamento di mistica fascista?”. A dichiararlo è Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia, che spiega: “Chi parla di ‘rispetto delle minoranze’ deve dimostrare che non esistono minoranze più rispettate di altre, che non esistono settori della società italiana in grado di trovare così alte sponde istituzionali rispetto ad altri della cui ‘integrazione’ non importa nulla a nessuno''.
''L’ora di mistica fascista – continua il leader di CasaPound – avrebbe inoltre il vantaggio di suonare assai meno ‘esotica’ agli italiani rispetto all’ora di Islam, nonché di essere maggiormente ancorata ai destini e al bene della nazione rispetto all’ora di religione cattolica. E’ assurdo – continua – che gli italiani debbano studiare tutto di San Paolo e Maometto e ignorino straordinari patrioti come i fondatori della Scuola di mistica fascista degli anni ‘30: Nicolò Giani, Ferdinando Mezzasoma, Arnaldo Mussolini, Guido Pallotta, Berto Ricci”.
Per Iannone, “se l’idea, in linea teorica non errata, di portare l’Islam nelle scuole ha il fine di far conoscere il mondo musulmano tanto ai fedeli di questa confessione, sottraendoli all’integralismo, che agli altri studenti, vaccinandoli contro l’islamofobia, non vediamo come si possa dire di no alla nostra proposta: anche in questo caso si tratterebbe di abbattere pregiudizi e stereotipi, combattendo in una volta sola l’ignoranza antifascista e le pagliacciate pseudofasciste dell’estrema destra. Se ‘confronto’ e ‘cultura’ non sono parole ipocrite e slogan strumentali – conclude Iannone – crediamo che nessuno avrà da ridire circa la nostra proposta”.
UE/CROCIFISSI,FIORE: CI MOBILITEREMMO ANCHE RISCHIANDO ILLEGALITA'

Il Segretario di Forza Nuova Roberto Fiore commenta la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sulla presenza dei crocifissi in aula in Italia:"Si tratta di una sentenza vergognosa, indecente, offensiva delle tradizioni dell'intera Europa oltrechè dell'Italia. Ci mobilitiamo immediatamente contro questo scempio, che se non verrà fermato sul nascere ci costringerà ad agire in modo pesante anche, se necessario, ai confini della legalità, perchè non possiamo accettare di ripudiare la nostra storia. Ecco a cosa siamo arrivati omettendo di inserire le radici cristiane nella Costituzione europea: al rifiuto esplicito della nostra identità, cosa che mai permetteremo. Le belle parole del governo oggi sono pura propaganda:è bene che l'Italia faccia ricorso, ma la stessa destra che si dice indignata dalla sentenza è unita nell'appoggiare il Trattato di Lisbona che priverà definitivamente l'Italia di ogni autonomia giuridica e politica. Forza Nuova è pronta a scendere in piazza subito, per chiedere anche una consultazione popolare sulla carta di Lisbona." Il Coordinatore nazionale di Forza Nuova Paolo Caratossidis aggiunge:"E' gravissimo che dei burocrati vengano a imporre i loro dogmi iperlaicisti a casa nostra: se qualcuno tenterà di rimuovere il crocefisso dalle scuole si troverà contro un muro umano guidato da Forza Nuova. Chi pensa di minare alle fondamenta i riferimenti storici del nostro Popolo se ne pentirà amaramente. Iniziamo una campagna per riportare i crocifissi in tutte le scuole da subito."
3 nov 2009
2 nov 2009
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